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 Oreste Treteste (del 23/07/2008 @ 12:48:32, in Sinistra Quella Vera, linkato 4 volte)

GRASSI: "CON VENDOLA NESSUN ACCORDO"

Smentisce categoricamente ogni accordo fra lui e Vendola. Liquida tutto ciò che è stato scritto in questi giorni come fantasie della stampa: dunque nessuna intesa, nessuno scambio (il riconoscimento del governatore della Puglia come segretario in cambio della rinuncia alla prospettiva di una costituente della sinistra), nessun attività per scavalcare l'altro firmatario della mozione, Paolo Ferrero. Claudio Grassi mette a tacere qualsiasi fuga di notizie sul tandem che lo vuole protagonista insieme a Vendola di un asse, e rilancia invece la sua prospettiva: quella di arrivare, con l'appuntamento congressuale di Chianciano, ad una gestione unitaria del partito con la sottoscrizione da parte di tutte le componenti di un unico documento. Del resto, secondo lui, i dati parlano chiaro: anche la mozione Vendola ha vinto senza vincere, visto che i congressi dei circoli non gli hanno riconosciuto quel 50% necessario a conquistare la maggioranza assoluta. Rispetto a questo non resta che la strada di una convergenza interna che porti a rilanciare un partito in grande difficoltà. Occasione di partenza, il congresso che inizierà giovedì nella città toscana.

Partiamo dalla notizia di questi giorni: l'accordo tra te e Vendola di cui parlano tutti i giornali. Esiste e cosa prevede?

Si tratta di una fantasia giornalistica che sta circolando ma è assolutamente priva di fondamento. Non ho infatti incontrato Vendola né discusso con lui di accordi. Il punto politico è un altro, cioè che nelle votazioni dei congressi dei circoli nessuna mozione ha ottenuto quel 50% delle preferenze che l'avrebbe resa vincitrice: quindi, è indispensabile che al congresso si maturi una convergenza unitaria intorno ad un documento politico comune. Questo è secondo me l'obiettivo da perseguire. Io ho avanzato alcune proposte in tal senso e ne discuteremo all'appuntamento di Chianciano.

Dunque nessun accordo?

No, nessun accordo.

Eppure le notizie diffuse a mezzo stampa accennano anche ai contenuti di questa presunta intesa fra te e il governatore della Puglia: si parla della tua disponibilità ad accettare l'elezione di Vendola a segretario in cambio di una rassicurazione, da parte sua, a frenare sul progetto della costituente di sinistra.

Al di là del fatto, ribadisco, che non c'è nessun accordo fra me e Vendola, credo che il problema non sia quello che lui mi rassicuri sulla costituente di sinistra, perché su quale sia l'atteggiamento del partito verso questo progetto hanno già detto tutto i risultati delle votazioni dei circoli, i quali hanno dato una maggioranza relativa alla mozione Manifesto per la Rifondazione, quindi di fatto la costituente della sinistra che essa prospettava non ha raccolto l'approvazione dei nostri compagni e delle nostre compagne. Si tratta di una proposta respinta e sulla base di questo bisogna formularne una alternativa, che si fondi su tre punti irrinunciabili. Il primo è quello di uscire dal dibattito interno per costruire l'opposizione politico-sociale al governo Berlusconi assieme alle altre forze della sinistra, ai sindacati, ai movimenti.

E il Pd?

Dipende dal partito di Veltroni. Per adesso non mi sembra che ci sia tra noi la stessa lunghezza d'onda politica. Perciò al congresso si dovrà lavorare ad una nostra proposta di sinistra di opposizione all'esecutivo delle destre.

Quali sono gli altri punti della tua proposta alternativa comune, oltre all'opposizione sociale a Berlusconi?

Rilancio del Prc e sua riforma, magari ripartendo da Carrara, dove si è registrata una certa condivisione interna. E poi, la presentazione del Prc alle elezioni europee con il proprio simbolo e il proprio programma. Anche su questo mi sembra si concordi e anche questo dovrà rientrare nel documento unitario da approvare al congresso per rilanciare il partito.

Cosa avete sottoscritto unitariamente a Carrara?

Si affermava la critica verso la gestione maggioritaria del partito prevalsa al congresso di Venezia. Poi, si rilanciava la prospettiva di una gestione unitaria del Prc, per cui si prevedeva un ruolo nel processo unitario ma senza che esso rinunciasse in alcun modo alla sua autonomia politico-organizzativa-culturale. Terzo aspetto emerso da Carrara era la critica al personalismo e istituzionalismo che hanno segnato gli ultimi anni di vita di Rifondazione e verso cui si stabiliva un'azione di contrasto.

E sul dilemma storico: Prc di piazza o di governo?

Questo nodo è stato sciolto dalla realtà dei fatti, noi dobbiamo attrezzarci per rivestire un ruolo di opposizione che non sarà breve e per cui si deve ripartire dalla costruzione di un insediamento sociale nei territori. Con questo Pd e il suo attuale impianto politico-programmatico, almeno che non si aprano scenari nuovi dentro di esso, non è praticabile nessuna intesa comune per il governo del Paese.

Vendola però aveva apprezzato i segnali lanciati da D'Alema nei mesi scorsi sulla ricostruzione di un centrosinistra.

Rispetto Vendola, ma sulle proposte lanciate da D'Alema sarei più cauto. Pur apprezzando le affermazioni sulla legge elettorale e sul dialogo, non posso non notare la distanza che c'è in merito alla proposta politica.

Tu hai parlato della necessità di arrivare, a Chianciano, ad un documento unitario. Ma è una prospettiva possibile secondo te?

E' sicuramente una sfida difficile, perché la fase precongressuale è stata molta aspra e non ci si è certo distinti per positività: il tesseramento gonfiato e le modalità opache di svolgimento dei congressi non sono elementi di poco conto. Ma bisogna guardare avanti. Non ci sono alternative per il Prc se vuole continuare ad esistere.

Tu bocci la costituente della sinistra perché non ci sono le condizioni politiche o proprio perché il progetto in se stesso non ti convince?

Sono contrario a qualsiasi progetto che contempli il superamento del Prc e la costituente della sinistra si è fondata su questo possibile sbocco. Tale contrarietà non significa però rinunciare all'unità della sinistra, il fatto è che essa non può essere ridotto alla creazione di un partito unico. Nel nostro Paese la cancellazione di un partito comunista sarebbe un errore, come dimostrano le elezioni di aprile.

E la prospettiva comunista di Oliviero Diliberto?

Sono stato al congresso del PdCI, dove il suo segretario ha proposto la riunificazione del suo partito con il nostro. Tengo a precisare che non si tratta della costituente comunista, ma di qualcosa di diverso, cioè della riunificazione di due partiti, mentre la seconda è una chiamata a raccolta su base ideologico più che politico-programmatica. Diliberto ha sicuramente avanzato una proposta interessante e che va valutata, anche se in questa fase la vera necessità è quella di rilanciare il Prc. Certo, è un segnale importante quello che arriva da Salsomaggiore perchè dopo la terribile scissione e una fase di incomunicabilità, oggi i rapporti fra questi due nostri partiti sono migliorati.

Fonte: APRILEONLINE.INFO 22.7.08

 

Massa Marittima: premiato Daniele Vita per la mostra sui partigiani della Tuscia 

Informiamo che al Toscana Foto Festival di Massa Marittima (Grosseto) è stato assegnato il premio Epson Le Logge al fotografo Daniele Vita per la mostra audio-fotografica Morale della Favola - presentata alla sala Gatti di Viterbo all’interno della rassegna ARCI Resist 2008 - per la quale sono stati fotografati e intervistati i partigiani del Viterbese Renato Busich, Biagio Gionfra, Aldo Laterza, Nello Marignoli, Ugo Rapiti, Bruno Selvaggini e Giacomo Zolla.

Il premio verrà consegnato all’autore  la sera di sabato 19 luglio a Massa Marittima, dove la mostra sarà esposta nell’edizione 2009 del festival.

Ci congratuliamo con Vita, un artista del nostro territorio, nonché iscritto alla nostra Associazione, la cui premiazione va ad aggiungere un importante tassello nel lavoro di recupero e di trasmissione della cultura resistenziale e antifascista della Tuscia. Un lavoro di cui oggi c’è quanto mai bisogno.

Silvio Antonini

Segretario e Portabandiera

ANPI CP Viterbo

 

 

Convergenza raggiunta a cena fra relatore e controrelatore sulla figura di Carlo Petrini


di Domenico Capano

Torino - Sono le ore 17,40 dell’otto luglio 2008 quando, nella sala lauree della facoltà di Scienze Politiche di Torino – nello scenario di Palazzo Lionello Venturi – in via Giuseppe Verdi 25, il tredicesimo ed ultimo candidato della giornata, Romano Borrelli, inizia ad illustrare alla commissione di laurea, presieduta dal prof. Bruno Contini, la sua tesi intitolata: “Lo spirito e le circostanze di un’impresa culturale: l’Istituto storico di Bra”.

Per Borrelli, studente e lavoratore, è questa la sua laurea specialistica, che assieme ad una dimestichezza nel parlare in pubblico, acquisita durante le assemblee di fabbrica alla Denso di Poirino (dove ha lavorato per oltre dieci anni) e, alle riunioni del circolo Prc “Lenin” di Torino, fan sì che egli affronti la prova, in seduta di laurea, parlando a braccio della sua tesi, senza alcun ausilio di diapositive proiettate, ma con l’emozione – ugualmente presente – per il limitarsi del raggiungimento di un traguardo importante, a cui tiene tantissimo.

Un traguardo frutto d’enormi sacrifici, il cui lavoro finale dedica ad Elena (donna che ha lasciato tracce indelebili nella sua mente e nel suo cuore).

10 luglio 2008

Fonte: www.corriere.it

 
Di

 Oreste Treteste (del 06/07/2008 @ 13:32:20, in Sinistra Quella Vera, linkato 8 volte)

Rifondazione Comunista

Comitato regionale del Lazio

 

 

Non Toccate i Bambini Rom e Sinti

 

 Non toccate i bambini rom  e sinti: queste sono le parole d’ordine con cui l’Arci ha promosso l’iniziativa del 7 luglio che prevede una schedatura volontaria, pubblica e di massa all’Esquilino, a Roma, così  come a Viterbo a Estasiarci, per contrastare la proposta razzista, che prevede la rilevazione delle impronte digitali ai residenti dei campi Rom, minori compresi, lanciata dal ministro degli interni Roberto Maroni.

Noi ci saremo, insieme a tutti i cittadini democratici che non si rassegnano alla cancellazione delle libertà e dei diritti umani, all’annullamento  dei principi fondamentali della nostra Costituzione, per contrastare la barbarie che troppo spesso vede imputare i reati di singoli ad un intero popolo, come quello Rom, il quale risulta essere il capro espiatorio delle nostre insicurezze economiche, ansie e paure.

 

"Involuzione digitale. Ecco i nuovi bambini ebrei, le impronte dell'odio e della paura. Della discriminazione. I bambini sono il futuro. E questo è un futuro schedato. Inchiostro per le mani e filo spinato per gli uomini. E' solo il primo passo. Se fanno questo in tempi di pace cosa farebbero in tempi di guerra? Dopo le impronte digitali i numeri tatuati sull'avambraccio..Ecco come è trattato, oggi, in Italia, chi meriterebbe il premio Nobel per la pace per non aver progettato e fatto la guerra a nessun altro popolo.” (Moni Ovadia)

 

 

Il segretario regionale

Giancarlo Torricelli

Impronte digitali Bambini Rom Download Documento Non Toccate i Bambini

 

Dati Ocse: mancano 5.000 euro all’anno nelle buste paga dei lavoratori italiani, rispetto a quelle degli altri lavoratori dei paesi più industrializzati. In Italia gli orari di lavoro sono tra i più alti al mondo. Confindustria e governo devono fare una sola cosa: pagare molto di più le lavoratrici e i lavoratori e smetterla di chieder loro più produttività I dati Ocse (l’organizzazione dei 30 paesi più industrializzati nel mondo), appena diffusi, sono clamorosi e smentiscono tutta la campagna nazionale su salario-produttività e sulla riduzione del peso del contratto nazionale. Sono una smentita brutale per il governo, per la Confindustria, per tutti coloro che ancora negano la realtà, cioè quella di una catastrofe dei salari che può essere affrontata solo con secchi aumenti delle retribuzioni reali. Secondo l’Ocse il salario italiano è inferiore di quasi 8.000 dollari alla media delle retribuzioni dei 30 paesi più industrializzati del mondo (31.995 dollari contro 39.743). Quasi 6.000 dollari è la differenza con la media europea. In euro significa oltre 5.000 euro in meno all’anno rispetto alla media dell’Ocse e oltre 4.000 in meno rispetto alla media europea. Insomma, ai lavoratori italiani mancano due stipendi e mezzo in un anno per arrivare al livello medio dei paesi più avanzati. Clamoroso è poi il dato sugli orari di lavoro, che smentisce tante falsità dette e stradette. Con 1.824 ore medie di lavoro all’anno, 10 in più dell’anno precedente, l’Italia è tra i paesi dove si lavora di più in tutto il mondo. Solo in pochi paesi dell’Est europeo e in Messico si lavorano poche decine di ore in più all’anno. Infine, secondo l’Ocse, i salari medi reali in Italia sono diminuiti dello 0,2% nel 2006, andando ancor peggio di quanto ha lamentato il governatore della Banca d’Italia, mentre in tutto il resto del mondo sono aumentati. Di fronte a questa catastrofe, i discorsi della Confindustria e del governo su salario-produttività, perdono di qualsiasi valore ed efficacia e sono solo una scusa per continuare a tenere le lavoratrici e i lavoratori italiani con i salari tra i più bassi e le condizioni di lavoro tra le peggiori al mondo. E’ chiaro che non c’è alcuna possibilità di intesa con una Confindustria ed un governo che pensano ancora a ridurre il salario reale dei lavoratori, quando invece esso deve essere aumentato a parità di orario di lavoro. Non c’è nessuna produttività in più che i lavoratori debbono dare, ci sono solo le aziende e lo stato che devono mettere mano al portafoglio per aumentare le retribuzioni reali. Basta con i sacrifici basta con gli accordi a perdere, vogliamo più salario e migliori condizioni di lavoro.

Roma, 2 luglio 2008

Fonte: Rete 28 Aprile nella Cgil per l’indipendenza e la democrazia sindacale www.rete28aprile.it - info@rete28aprile.it

 
Di

 Oreste Treteste (del 03/07/2008 @ 11:45:32, in Circolo Prc Viterbo, linkato 23 volte)

Sabato 5 luglio 2008 alle ore 16,30 avra luogo, presso la sede della federazione del Prc di Viterbo in via Garibaldi 46, Il 7° CONGRESSO del Circolo di Viterbo del Partito della Rifondazione Comunista.

Tutti gli iscritti sono invitati a partecipare; gli iscritti del 2007 che non abbiano ancora rinnovato la tessera, potranno partecipare alle votazioni rinnovandola all’inizio del Congresso.

Il rinnovo della tessera, o la volontà di rinnovo, dovrà essere accompagnato dal versamento della quota di almeno €10,00.

Il regolamento congressuale prevede la votazione per appello nominale seguita immediatamente da un secondo appello al termine del quale sarà chiusa la votazione.

Il Programma previsto e:

16:30 Insediamento presidenza

Relazione reggente del Circolo

Saluti invitati

17:00 Illustrazione documenti congressuali

Dibattito

Repliche

Conclusioni

19:00 Votazione mozioni tramite appello nominale

Votazioni: Eventuali documenti e o.d.g.

Direttivo

Collegio di garanzia

 

Circolo di Viterbo

Via Garibaldi, 46 - 01100 – VITERBO

tel. 0761.303 516

e-mail: prcviterbo@libero.it

 
Viterbo – Enrico Mezzetti presenta un'interrogazione al sindaco Marini
"All'ex tribunale realizziamo una grande biblioteca pubblica"

19 giugno 2008


Interrogazione
Al Sindaco

Premesso che in questi giorni ho avuto modo di sapere che autorevoli esponenti della maggioranza consiliare intendono fare dell’ex Tribunale di piazza Fontana Grande la nuova sede del Museo Civico;

Considerato che tale intendimento viene sostenuto come una decisione già presa nonostante si stiano avanzando proprio in questi giorni interessanti proposte di utilizzare l’edificio come sede della biblioteca o, come proposto dalla associazione Poleggi, di farne un “Palazzo della Cultura”;

Ritenuto che l'utilizzo dell'ex Tribunale come sede del Museo Civico piuttosto che della Biblioteca pubblica non è opportuno né auspicabile per motivi storico-culturali e per motivi funzionali, costituendo difatti l'edificio del Museo con la chiesa di S. Maria della Verità un unico complesso o corpo storico-museale, costruito insieme alla chiesa come monastero dei Serviti intorno alla metà del XII secolo (tutti i grandi templi di Viterbo erano affiancati a importanti conventi) e mantenendo questa funzione fin verso la fine dell’800, per giungere poi ai primi anni del ‘900 nei quali fu ivi raccolto materiale archeologico e artistico di proprietà del Comune;

Rilevato che l'unità museale di chiesa ed ex convento ha quindi antiche radici: la prima contiene gli affreschi quattrocenteschi di Lorenzo Da Viterbo nella cappella Mazzatosti, di enorme valore sia sotto il profilo artistico sia per essere una fedele rappresentazione dei costumi viterbesi del quattrocento; l’altro contiene un capolavoro in assolto come la Pietà di Sebastiano del Piombo nonché la Flagellazione, dello stesso autore; attualmente la Pietà e stata trasferita a Roma per la seconda volta, dopo il crollo di una parte dell'edificio (una prima volta era stata trasferita per restauro);

è poi evidente che anche da un punto di vista di razionalità per così dire “turistica” la separazione delle due strutture risulterebbe incongrua, tanto più che sono state finalmente stanziate (meglio tardi che mai!) le risorse per i lavori di ricostruzione dell'ala crollata del Museo e nessun ulteriore ritardo può essere giustificabile per la realizzazione di queste opere;

Per sapere se Ella e l’Amministrazione abbiano valutato le possibili utilizzazioni dei locali dell'ex Tribunale;

- se siano state assunte decisioni in merito;

- se non ritenga opportuno destinare l’edificio di proprietà comunale per una grande biblioteca pubblica (con emeroteca, biblioteca per ragazzi e servizi annessi, quali sale per conferenze sale di proiezione etc.), dando spazi e opportunità alle associazioni più importanti e attive della città, ovvero ritengano di destinarla ad altra funzione quale quella di polo museale in sostituzione di quello di piazza Crispi.

Enrico Mezzetti


Consigliere comunale - la Sinistra, l’Arcobaleno

 
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