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Sinistra
Europea |
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A colloquio con Marco Prestininzi: Articolo pubblicato su
www.viterbocitta.it
Politiche del 9 e 10 aprile: A colloquio con il segretario
del circolo Prc di Viterbo Marco Prestininzi:
« Il pensiero unico consumistico occidentale non può
dimenticare che dappertutto, e molto anche in Italia, va
aumentando la forbice tra fasce di popolazioni sempre più
ricche ed altre sempre più povere.
A questo stato di cose bisogna porre seriamente rimedio.
Per il resto, non siamo contrari ad una nuova
pacificazione nazionale, ma i totalitarismi vanno
condannati nelle loro diversità, prendendo le distanze dal
socialismo reale, senza per questo legittimare il
neofascismo"
Serafico nell'aspetto quanto sempre combattivo in aula (è
consigliere al Comune di Viterbo) ed in generale nelle sue
battaglie politiche, il segretario del circolo di
Rifondazione comunista di Viterbo Marco Prestininzi è
candidato "di servizio" del partito al Senato per le
prossime politiche. Parla a ruota libera affrontando i più
vari argomenti, con evidente trasporto emotivo ed una
volta tanto non assistiamo al trionfo asettico del
"politicamente corretto».
« Ci accusano spesso, anche all'interno della coalizione
di centrosinistra, - esordisce Prestininzi - di fare da
bastian contrari, solo perché non rinunciamo ad assumere
chiaramente le nostre posizioni critiche nei confronti
delle esasperazioni del capitalismo selvaggio e di un
certa attitudine al compromesso anche trasversale che
attraversa la politica italiana e che fa sì che in primo
piano finiscano sovente solo i rispettivi interessi di
bottega. Non sarà una scienza facile ed esatta, ma la
politica non può dimenticare che il problema del momento,
a livello planetario, è che va aumentando sensibilmente la
forbice che separa le fasce di popolazione ricca e
consumistica fino allo spreco e quelle che non riescono ad
emergere dalla povertà. Anche in Italia le condizioni dei
lavoratori dipendenti, dei piccoli commercianti, delle
famiglie, vanno peggiorando in maniera preoccupante, sono
in tanti che non riescono ad arrivare a fine mese ; ecco
son questi che ci stanno particolarmente a cuore, i meno
abbienti, i nuovi poveri, gli emarginati, certi immigrati
che non riescono ad integrarsi e che vengono sfruttati
quando servono e poi scaricati socialmente. Solo chi ha
gli occhi bendati può non vedere che in ogni caso siamo e
saremo sempre di più una società multirazziale e che
quindi bisognerà regolarsi di conseguenza». |
« Tra i vari problemi che affliggono il nostro Paese oggi
− continua il segretario Prc − ci inquieta e pare molto
grave la crisi della scuola che non è più in grado di
formare, di preparare culturalmente i giovani, ma che si
pretende sia solo un'inutile anticamera ad una possibile
ricerca dell'occupazione e nulla più.In pratica un certo
pensiero unico, cui siamo fortemente contrari, vuole che
la scuola serva solo a far trovare poi un lavoro, non a
dare le basi, a far evolvere l'individuo, ad aprirgli la
mente, ad orientarlo verso le arti, la coscienza civica,
un comune senso dello stato. Questo è alla base anche
della crisi di valori che viviamo».
«Si parla spesso di violenza giovanile − conclude
Prestininzi − politica o solo urbano teppistica, ma non si
dice forse con uguale frequenza che le difficoltà ad
entrare nel mondo del lavoro portano le nuove generazioni
all'alienazione, all'impossibilità di costruire un futuro
vivibile e quindi ad un inquietudine che può anche
diventare provocazione, comportamento estremo. Siamo del
parere che la stagione delle lotte politiche cruente sia
lontana, per fortuna, ma che qualcuno possa avere
interesse ad organizzare il disagio giovanile, ad usarlo
per i suoi fini; prendiamo le distanze da qualsiasi
atteggiamento facinoroso e violento, da qualsiasi parte
provenga, ma siamo contrari alle generalizzazioni, alle
denunce superficiali dei totalitarismi, come se fossero
tutti uguali.
Un società evoluta deve giungere ad una pacificazione
consapevole, dopo un lavoro di verifica anche storica. Il
socialismo reale sovietico, il fascismo, hanno originato
due dittature terribili, ma nascendo da presupposti
diversi che andranno ricordati, con i relativi distinguo.
Non possiamo dimenticare che la Costituzione repubblicana
vieta ogni forma di apologia e ricostituzione del fascismo
e che questa costituzione fu redatta con la partecipazione
del partito comunista italiano, non dei reduci di salò o
dei missini di Almirante. Un partito comunista moderno
deve essere pronto a fare i conti con la storia del
movimento nel mondo e con i suoi errori evidenti di
applicazione nella realtà, in Italia con la colpa forse di
una tardiva, netta presa di distanza dal modello
sovietico, ma non può non essere convintamente
antifascista, contrario al riconoscimento di un'estrema
destra estranea alla storia democratica della nostra
repubblica cui non vanno concessi alibi o pericolose
legittimazioni».
Pubblicato il: 22\3\2006 su: www.viterbcitta.it Alle ore:
22:43:36 |
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Viterbo: Il Rifondazione Comunista Viterbo
: "Siamo da sempre favorevoli all'abolizione dell'Ici sulla
prima casa"
Rifondazione Comunista già in
passato ha proposto più volte sia a livello di Governo nazionale
che a quello locale, l’abolizione dell’ICI sulle prime case,
denunciandone l’iniquità, senza dimenticare che l’ICI
rappresenta una parte rilevante delle entrate correnti con cui
si finanziano le uscite che permettono l’ordinaria
amministrazione dei Comuni: dalla manutenzione delle strade,
alle mense scolastiche, agli asili nido, alla pubblica
illuminazione fino agli stipendi dei dipendenti comunali. È
chiaro che essendo una fonte importante di entrata deve essere
sostituita con “serietà” da qualcos’altro, pena il taglio
drastico di molti servizi. Cogliamo l’occasione, vista la
disponibilità del sindaco Gabbianelli a cancellare l’ imposta
sulle prime case, per invitare l’attuale Amministrazione di
destra ad approfittare della discussione e approvazione del
prossimo bilancio di previsione, per dimostrare con i fatti la
contrarietà all’ iniqua e vessatoria la tassa ICI. Infatti,
riteniamo, che in attesa di una ipotetica legge nazionale che
elimini l’ICI, il sindaco Gabbianelli e la sua maggioranza
possono fare alcune cose subito:
- Abbassare l’attuale aliquota sulle prime case dal 4,5 per
mille al minimo previsto che è del 4 per mille; - Aumentare,
anche raddoppiando o triplicando le detrazioni, attualmente al
minimo, per far si che la maggior parte delle famiglie di
Viterbo, quelle che con sacrificio hanno comprata la modesta
casa dove vivono, di fatto siano esentati dal pagamento
dell’imposta.
Il Gruppo di Rifondazione, a differenza del Presidente del
Consiglio e dei suoi emuli locali, avanzando la proposta di
abrogazione della tassa ICI sulla prima casa, si è posto e si
pone il problema che la riduzione del gettito avrebbe sul il
Bilancio Comunale. Infatti crediamo che la copertura di bilancio
si potrebbe raggiungere aumentando l’ICI sulle seconde, terze e
quarte case, che attualmente sono tassate tutte allo stesso modo
al 5,5 per mille, diversificando l’imposta a seconda che le
suddette siano affittate oppure sfitte, con una relazione anche
rispetto al canone d’affitto, tassando invece, anche superando
il limite del 7 per mille quelle lasciate sfitte. Questa
diversificazione sulle seconde case, agevolando i proprietari di
case che le mettono sul mercato degli affitti ad un prezzo equo,
permetterebbe di rispondere ad una domanda di case, che nel
nostro comune si fa sempre più pressante calmierando nel
contempo il mercato.
I partiti delle destre che attualmente amministrano la nostra
città, hanno quindi una grande occasione di dimostrare quanto
siano sinceri i loro appelli e commenti sull’iniquità
dell’imposta ICI e la possibilità di smentire da subito, quanti
come noi sono portati a credere, al contrario, che l’ultima
uscita Berlusconiana sia solo una trovata dettata dalla
disperazione di una sconfitta elettorale annunciata, formulata a
tempo scaduto, in zona cesarini,.scimmiottando una richiesta di
Rifondazione Comunista che da tre anni giace nei cassetti del
Parlamento.
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